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Trovo che qualcosa si agiti nell'esistenza. Certamente qualcosa si agita dentro di me. Ma essendo io una possibilità dell'esistenza, trovo che questo agitarsi dentro di me diventi un carattere universale dell'esistenza stessa.
Il favoloso paradosso dell'esistenza è che essa è completamente gratuita, incondizionata, incausata, eppure assolutamente necessaria, inevitabile. Nonostante tutte le incertezze di questo mondo, l'assoluta certezza è che l'essere è e non potrebbe non essere. Come sempre il nulla è per me il concetto più assurdo. Immaginare che ci fosse il nulla, cioè che ci fosse il non essere. Ma se ci fosse, già ci sarebbe.
Mi si potrebbe obiettare, tu non devi pensare al tuo essere, tu non sei incausato, tu sei stato creato. Ebbene il problema semplicemente sarebbe spostato: Dio non sarebbe causato, eppure di nuovo la sua esistenza sarebbe completamente grautita e conseguentemente io erediterei tutta questa gratuità.
Ho una gran voglia di imparare la musica, con in testa Shopenauer, con la stessa sensazione che essa sia una via metafisica-fisica. La psicologia del profondo di Freud: per lui era solo un profondo umano, per me è un profondo universale.
Il basso. Il basso poi in musica è favoloso. Se ne sta sotto, continuo, nascosto da tutto ciò che gli sta sopra e che è lui stesso in realtà a sostenere. Parla un discorso sottovoce, in una lingua incomprensibile, ma si capisce che in realtà ha un significato dal fatto che i suoi accenti cambiano continuamente proprio come fa una persona parlando normalmente.
Se avessi un senso di DIO come l'assoluto, l'infinito, l'immensità, l'universale, non credo che avrei alcun problema ad abbandonarmi completamente a DIO. Ma vedo sempre DIO come una concretizzazione di persone e istituzioni particolari. Poi comunque non mi è chiara questa parola, mentre mi è chiara perfettamente la parola TOTALITA', Mondo, Tutto e Io. (Comunque non comprendo come l'umanità possa essere distinta in tanti Io diversi).
Io non ho nessuna intenzione di abbandonarmi a niente e nessuno che sia particolare, e questo è anche il motivo per cui, pur non avendo niente in contrario all'innamorarmi di qualcuno, non amerei mai nessuno in particolare.
Credo che chi cerca l'astinenza e chi moltiplica a dismisura i suoi rapporti personali e sessuali ricerchi la stessa identica cosa: non sentire attaccamento per niente e per nessuno in particolare: ricerca l'universale. Mi piace la compagnia, mi piace camminare insieme per qualche tempo, ma voglio poter andarmene quando voglio, così come Forest Gump: non gli dava fastidio correre in compagnia, ma quando si è stufato se ne è andato e tanti saluti. Non voglio vendere la mia anima a nessuno: nessun contratto firmato con il sangue per una devozione eterna.
Così non sono di destra, perché la destra mi fa schifo, e non sono di sinistra, perché non appartengo a niente e a nessuno.
La vita quotidiana è scandita nel tempo e l'unità base è la settimana. Un ritmo ripetitivo sta alla base della mia vita come di tutta la gente che sta intorno a me. E su questo tempo si innesta l'armonia e la melodia del tutto. La maggior parte della musica riprende e rappresenta questa condizione.
Il fatto che io mi innesti in questa ripetività temporale è dettato sia da necessità contingenti che da una mia predisposizione naturale: anche se non avessi bisogno di lavorare per vivere, mi creerei un tempo ritmico e sicuramente la settimana conitnuerebbe ad esserne l'unità base, così come le battute in musica.
Più la musica è fissa su un unico tempo, più è povera, più è rappresentazione di povertà di vita. Ammetto che la musica ritmica è energetica. Ma si tratta di un'energia di tipo militare, incanalata, disciplinata, obbligata a seguire delle rotaie come una locomotiva. Cerco una locomotiva pulsante libera da rotaie. Un'energia fuori dal tempo.
Voglio trovare una musica di questo tipo.
Per caso domenica sulla TSI1 intorno all'ora di pranzo ho visto un documentario su un compositore ungherese, già attivo intorno agli anni '40/'50, che cercava una musica fuori dal tempo, una musica senza tempo, e ho potuto ascoltarne dei pezzi. Mi spiace non ricordarmene il nome. Però lui voleva rappresentare la musica immobile delle sfere celesti. Mi interessa anche questo, e tuttavia Io vorrei anche una musica in continuo movimento ma al di fuori di un tempo ripetitivo.
Ci sono delle questioni che vengono riprese a diversi livelli, da persone diverse, in modi diversi, in periodi diversi, con soluzioni diverse:
Ciò che avvicina il santo al peccatore è l’essere fuori dalle vie di mezzo, e rappresentando una rottura dell'ordine medio, figurare come sovversivi.
(Isabella Santacroce, da qualche parte sul suo blog)
..., a mio avviso, solo due tipi di uomini salvano interamente la statura dell'essere umano: l'anarchico e l'autenticamente religioso. La natura dell'uomo è rapporto con l'infinito: l'anarchico è l'affermazione di sè all'inifinito e l'uomo autenticamente religioso è l'accettazione dell'infinito come significato di sé.
(Luigi Giussani, Il Senso religioso)
Questo confronto mi si pone spesso e trovo che in queste due citazioni sia meglio espresso da Giussani, ma emerge anche nella Santacroce e non dubito che cercando meglio lo troverei meglio espresso.
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Propositi per Agosto:
Letteratura:
- Il senso religioso
- V.M. 18
- Il mondo come volontà e rappresentazione
Aria:
- Camminate
- Corse
- Riposo
- Montagna
- Ossigeno
- Anche un pò di acqua e sale comunque non mi dispiacerebbe (ma senza gente attorno)
Musica:
- Il Sax
- Coltrane
- Davis
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Dimenticavo. In effetti mi sembrava che ci fosse altro sul blog della Santacroce:
Io ricerco il sentimento del sublime, ovvero ciò che si prova quando si è di fronte all’infinitamente grande, infinito temporale o spaziale, o quando si è di fronte agli spettacoli straordinari della natura.
Alla fine ho comprato questo benedetto saxofono.
Adesso si pone un problema abbastanza pressante e se qualcuno passando di qua ha una soluzione, ogni consiglio costruttivo è ben accetto.
Come faccio ad attutire il rumore?
Tra l'abbandonarsi a un fare squallido, e un indagare creando.
Indagare e creare anche nel fondo dei nostri sentimenti più torbidi.
Indagare con parole, suoni, colori, nell'ansia e nella paura, nella rabbia e nella solitudine.
E c'è differenza, soprattutto. Tra l'esaltare pseudo-valori a vanvera. E scendere in uno stagno melmoso con gli occhi ben aperti, per ritornare sopra con il ricordo di ciò che si è visto sul fondo, per tornare con maggiore consapevolezza.
Senza mai la pretesa di aver già visto e conosciuto tutto.
Leggere, ascoltare e vedere il racconto che ci porta chi scende e torna per far vedere a noi quel fondo, prestandoci per un attimo i suoi occhi ma lasciandoci la nostra testa.
Ho appena visto il video della presentazione della Santa Croce del suo nuovo libro in una libreria di Roma.
E' senz'altro meravigliosa.
Avrei voluto essere lì in quel momento e vederla di sorpresa. Avrei voluto inziare a ridere, una risata spontanea, sonora e quasi satanica. Tipo Nicholson in chiesa nelle streghe di Eastweek, tanto per rendere l'idea.
Non per deriderla, sia chiaro, ma per esaltare un momento.
Per prendermi gioco delle sensazioni che poteva suscitare negli spettatori, quella camminata così provocatoria.
Ridere veramente di gusto.
Sono sicuro che se fossi stato lì e avessi riso così, si sarebbe divertita un mondo anche lei.
Intanto che stiamo cercando...
Io vi preannuncio ciò che sarà...
Ci sono alcune guerre ancora da combattere per l'equità.
Innanzi tutto gli straniere qui in Italia.
Primo, distinguere tra le persone. Chi sgarra paga. Ma non tutti sgarrano. Chi sgarra?! Lo sappiamo: cosa avremmo fatto noi nelle stesse condizioni? E allora?
Primo!
mettere tutti nelle stesse condizioni di partenza.
Questo è difficile!
Ma secondo!
Una volta fatto.
Cercheremo ancora qualcosa.
La PASSIONE.
La PASSIONE.
Cari tutti!
Cari i miei compagnoni fascistoidi.
Cari i miei anarchici, come me.
Il '48 nell'Ottocento.
La comune nel '71 (Ottocento).
L'internazionale socialista.
La rivoluzione Bolscevica nel '17.
Il ventennio pre-seconda querra mondiale: nazisti, fascisti, nietschiani.
Il '68 Hippy.
non c'è n'è di cause.
Adesso, o voi! Cari i miei Gay Pride.
E voi Black Blocks, che a me cari non siete, ma tra tutti mi siete più fratelli: e proprio per questo, vergognatevi!
E' la solidarietà stessa, l'energia stessa che cerchiamo.
Io sono già avanti.
Sono oltre!
Nessuna voglia di accettare un'idea del tipo:
questa società fa schifo e quindi io farò schifo come lei; non ci sono valori, quindi viva il denaro e la droga.
Riuscire ad andare fino in fondo, questo sì.
Per quanto riguarda il sesso, per me, penso che l'astinenza sia decisamente la cosa migliore.
Senza con questo voler eliminare anche la masturbazione, abbiate pietà.
Per quanto riguarda gli stupratori e i papponi, non vedo altre soluzioni oltre alle bastonate a sangue per il momento.
Propositi:
ricominciare a suonare qualcosa. La tromba e il sax. Non so proprio dove cavolo andare a esercitarmi però.
Sono appena andato a leggermi la descrizione di Morgana su wikipedia.
Io non lo sapevo, perché Morgana me la sono creata io nella mia fantasia, ma proprio nella mitologia celtica una delle sue caratteristiche prinicpali è quella di apparire sollevata dal suolo.
Queste coincidenze mi fanno impazzire!